La novella di Ser Cecco da Perugia
Novella appartenente a: Novelle - Novelle dello Pseudo Gentile Sermini 12
Incipit
Negl’anni millequatrocentovintiquatro, fuggendo io la morìa non altrimenti che uno attossicato pesce per lo pelago facci, in una Montagnuola del contado nostro arrivai, ove, perché ’l luogo era netto di morbo, m’albergai.
Explicit
La qual, di me piatosa dimonstrandosi, alzate le vele, venuto el vento in poppa, in tal parte arrivai tanto piacevole et amena et con cortesie magnificamente ricevuto da una sì cortese et nobile compagnia che dupplicatamente ristoratissimo fui del maladecto tempo
passato.
Narratore
Pseudo Gentile Sermini
Trama
La novella è raccontata da una prima persona che si mantiene anonima. Il protagonista, sofferente per un amore non corrisposto, narra di essersi trasferito, per evitare il contagio della peste scoppiata nel 1424, da Siena a Montagnola. Qui, vivendo faticosamente assieme a degli zotici, assiste al seguente evento: padre Cecco da Perugia, non sapendo più come incrementare la frequentazione delle messe, ormai vuote di fedeli, decide di fingere un intervento divino chiudendo i portali della chiesa e minacciando una punizione dal Cielo: soltanto così ottiene una partecipazione accorata. Il narratore, pur soffrendo di mal d’amore, trova così sollazzo nelle chiacchiere sgrammaticate degli zotici, tanto da inviare all’amico Francesco un sonetto, dall’incipit «Se tu sapesse, Francio, com’io sto», incentrato sulla descrizione della sua condizione e sulla registrazione del parlato dei villani. La narrazione continua con l’autore che, annoiato dai suoi compaesani, ripropone in forma scritta un dialogo zeppo di «grossi e rustici vocabulacci» avvenuto tra il contadino Roncone e alcuni suoi compagni (tra cui Marion, ser Ceco, Pietro Pulitori, Nanetto, Monn’Agnola, Piaggia), condito da improperi e incentrato sul raccolto, sulle entrate ricavate dalla vendita della legna, sul bestiame, sulle donne, sulle dicerie circa gravidanze e tradimenti, sull’avidità dei padroni e dei cittadini. Prima della conclusione, in cui l’autore dichiara di preferire il contagio in città pur di tornare vicino all'amata (nonostante lei non ricambi il suo sentimento) piuttosto di restare in quel luogo inospitale tanto lontano da lei, la narrazione dà spazio a una lunga e infamante descrizione degli orrendi costumi dei villani.
Personaggi principali
Ser Cecco da Perugia (prete), cittadino, contadino, Marion (contadino), Piaggia (contadino), Pietro Pulitori (contadino), Nanetto (contadino), Angola (contadino), moglie, compare-comare, figlio
Ambientazione
Siena (città), Montagnola (villaggio), chiesa
Datazione dell'ambientazione
1424
Generi
novella a lieto fine
Struttura
La novella è priva di rubrica.
Sezioni poetiche
| Forma incipit | Metrica | Note |
|---|---|---|
| Se tu sapesse, Francio, com’io sto | Sonetto caudato | Il sonetto (con schema: ABBA ABBA CDC DCD dEE), inviato ad un amico nominato nell'incipit, è contenuto all'interno della novella che ha come tema la condizione isolata dell'autore, immerso nel contado tra villani di cui è mimato il linguaggio orale. |
Autore: Pseudo Gentile Sermini
DBI: Marchi M., "Sermini, Gentile", vol. 92 (2018)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1409 ca. - 1446
Luogo di produzione: Siena
Lingua: volgareTemi:
formazione, evento pubblico, evento reale, peste, relazioni gerarchiche, ingratitudine all'interno di relazioni gerarchiche
A cura di: Elena Niccolai