Historiola amatoria

Spicciolata - Novella spicciolata di Benedetto Colucci

Dedicatario

Piero di Lorenzo de’ Medici il Fatuo
DBI: Meli P., “Medici, Piero de’”, vol. 73 (2009)

    Rubrica

    Benedicti Pistoriensis ad Petrum Medicen Laurentii filium historiola amatoria incipit.

    Incipit

    Assuesce, quaeso, Petre Medices, ab ineunte aetate haec munera hilari serenoque vultu suscipere, quae magnanimo patri tuo clementissimoque patruo usque a teneris annis iocundissima extiterunt.

    Explicit

    Quom vero nunc et duo clarissimi amantes et qui eos cognovere naturae concesserint, tuum erit officium, Petre Medices, tantae benivolentiae tamque pio amori auctoritate tua favere, ut ab ineunte aetate pios colere discas et pueritiae tuae officia in amantes pudicissimos fuisse praedicentur. Laus Deo.

    Manoscritti

    • BAV, Vat. Lat. 13679, cc. 140v-145v
    • BCP, I. 100, cc. 162v-167v
    • BLO, D'Orville. 59, cc. 122v-127v

    Bibliografia

    Edizioni di riferimento
    • Benedetto Colucci da Pistoia, Historiola amatoria, in Scritti inediti di Benedetto Colucci da Pistoia, a cura di Arsenio Frugoni, Firenze, Olschki, 1939, pp. 61-68.
      Contributori: Arsenio Frugoni
    Bibliografia critica
    • Arsenio Frugoni, Scritti inediti di Benedetto Colucci da Pistoia, Firenze, Olschki, 1939.
    • Gabriella Albanese, Da Petrarca a Piccolomini: codificazione della novella umanistica, in Favole parabole istorie. Le forme della scrittura novellistica dal Medioevo al Rinascimento. Atti del Convegno di Pisa 26-28 ottobre 1998, Roma, Salerno, 2000, pp. 257-308.
      Contributori: Gabriella Albanese (curatore), Lucia Battaglia Ricci (curatore), Rossella Bessi (curatore)
    • David Marsh, Shorter Prose Fiction, in A Guide to Neo-Latin Literature, Cambridge, Cambridge University Press, 2017, pp. 308-321.

     

    Narratore

    Benedetto Colucci

    Trama

    Francesca de' Rossi è una fanciulla nobile, virtuosa e bella della città di Pistoia. Di lei si innamora Diego Cancellieri, un uomo nobile e pieno di virtù. Il suo amore sarebbe ricambiato da Francesca, ma i genitori di lei rifiutano questo pretendente, perché suo padre è della fazione politica avversa; la promettono invece in sposa, contro il suo volere, a un Lazzario meno inviso alla loro fazione, che tuttavia è un uomo brutto, incapace e non meritevole di tanta moglie. Tutta la cittadinanza ammira Diego ed è sdegnata dal comportamento del padre di Francesca: Diego viene invitato a combattere per ottenerla, ma ciò scatenerebbe una guerra civile in città, e per l'amore per la patria e l'onore di Francesca Diego sceglie di sopportare il dolore in silenzio, vestito a lutto. Frattanto, si scatena la peste nera: Francesca si ammala, e Lazzario non esita ad abbandonarla e a darsi ad una vita sregolata. La donna pare morta e viene sepolta dai familiari, mentre il fidanzato e la sua famiglia non si presentano nemmeno alle esequie. Diego, disperato, si reca invece al sepolcro di Francesca a piangere per il suo amore perduto. Durante la notte, però, la donna si ristabilisce e inizia a chiedere aiuto: Diego inizialmente teme che si tratti di uno spirito, ma realizzando che è invece Francesca ancora viva, si affretta a soccorrerla. La fanciulla viene riportata subito dai genitori dal pio giovane, e si tenta anche di ricongiungerla al suo coniuge (anche se afferma che preferirebbe morire piuttosto che sposarlo), ma viene rifiutata da tutti, tranne che da Diego. Il giovane si decide a condurla nella propria casa come sua sposa e tutta la cittadinanza se ne rallegra, tranne i genitori della giovane, che accusano Diego di averla rapita contro la sua volontà. La situazione viene esposta alle autorità ecclesiastiche e giudiziarie, a cui Diego spiega che Francesca si è concessa a lui spontaneamente dopo che lui le ha salvato la vita. Il pretore conferma la validità del matrimonio fra i due giovani; vengono invece esiliati dalla città i genitori di Francesca. Molti anni dopo, ormai anziano, Diego muore e Francesca si rifiuta di abbandonare la casa dello sposo e tornare a quella degli ingrati genitori, ma rimane nella casa coniugale. Senza l'amato Diego la vita le è più dura della morte, perciò fino ai suoi ultimi giorni visita la tomba del marito e prega Dio di poterlo raggiungere.

    Personaggi principali

    Francesca de' Rossi (nobile), Diego Cancellieri (nobile), padre, madre, Lazzario (uomo), giovane, cittadino, prete, (pretore) (governatore)

    Ambientazione

    Pistoia (città), casa, tomba

    Datazione dell'ambientazione

    1348 - Datata

    Generi

    novella a lieto fine, novella erotica, racconto morale

    Prologo

    Si conserva tuttora la fama di due amanti pistoiesi, che l'autore desidera commemorare in un'opera letteraria, sperando che l'autorevolezza del suo dedicatario contribuisca a preservarne la memoria.

    Epilogo

    L'autore ha conosciuto questa storia dall'anziana Nanna, a lui legata come una madre, la quale a sua volta l'ha appresa dalla stessa protagonista Francesca, che gliel'ha raccontata quando era bambina. Ora si esorta il dedicatario Piero de' Medici a favorire il ricordo dei due pii amanti e ad apprezzare il loro pudico amore.

    Struttura

    La novella è introdotta da un'unica rubrica, ma il testo si apre con una dedica dell'autore a Pietro di Lorenzo de' Medici, prima della vera e propria narrazione. Nella dedica, l'autore esorta il giovanissimo dedicatario a dedicarsi con animo sereno ai doveri che gli derivano dal suo lignaggio: i de' Medici sono una famiglia di grande dignità e potere, e giustamente si sono dedicati a coltivare gli studi letterari; dopo aver dedicato opere a suo padre e a suo zio, ora l'autore è felice di dedicare questa storia a lui: dato che gli mancano l'autorevolezza e le capacità per darle l'immortalità che merita, confida che sia l'autorità del dedicatario a conferirle fama. Segue la narrazione, che si conclude con il ricordo di come l'autore ha appreso la storia e un'esortazione morale al dedicatario.