Novella dello Scheggia e di Geri Chiaramontesi (I 3)

Novella appartenente a: Le Cene - Cene I 3

Rubrica

Lo Scheggia coll’aiuto del Monaco e del Pilucca fa una beffa a Geri Chiaramontesi, di maniera che disperato e sconosciuto si parte di Firenze, dove non ritorna mai se non vecchio.

Incipit

Fu adunque in Firenze, al tempo dello Scheggia, del Monaco e del Pilucca, che furono compagni e amici grandissimi, faceti e astuti e gran maestri di beffare altrui, un certo Geri Chiaramontesi, nobili e assai bene stante, ma sturato e sagace quanto alcuno altro uomo che fusse allora nella nostra città; e non fu mai persona niuna che più di lui si dilettasse di fare beffe e giostrare altrui.

Explicit

Lo Scheggia, riavuti i due fiorini dal cavaliere, attese co i compagni a far buon tempo, lietissimo soprattutto di aversi levato colui dinanzi a gli occhi.

 

Narratore

Florido

Trama

Geri Chiaramontesi è solito beffare i giovani concittadini. Lo Scheggia medita di vendicarsi delle tante sue beffe. Durante una cena a casa del cavaliere Mario Tornaquinci, Geri per beffare lo Scheggia lo sfida a andare a casa di una cortigiana con le mani e il viso macchiati di inchiostro. In risposta, lo Scheggia gli propone a sua volta una scommessa: Geri dovrà indossare un’armatura e andare alla bottega di Ceccherino, dove si ritrovano i giovani della città, e minacciare tutti i presenti. Se lo farà otterrà due denari, che intanto vengono consegnati al padrone di casa come garante della scommessa. Geri prende una delle armature del cavaliere e se ne veste, armandosi di una roncola. Frattanto, il Monaco e il Pilucca, ammaestrati dallo Scheggia, anticipano Geri alla bottega avvertendo tutti che egli è uscito di senno e sta per arrivare con l’intenzione di picchiare Ceccherino. Quando arriva Geri tutti fuggono spaventati. Lo Scheggia avverte Agnolo Chiaramontesi, zio di Geri, che il nipote è impazzito e conviene prenderlo di forza e portarlo via dalla bottega prima che combini qualche guaio grave. Lo zio, persona seria e stimata, non sospetta che sia uno scherzo e con l’aiuto di alcuni suoi garzoni ferma Geri e lo fa legare come un pazzo. A casa, il giovane, che per la rabbia conferma i parenti nella loro opinione, viene recluso senza cibo per la notte. L’indomani, più calmo, ottiene di potersi spiegare e viene creduto. La notizia della beffa si diffonde per la città, arrivando anche al Signore. Geri, per la vergogna, lascia Firenze per Roma e poi per Napoli, dove si imbarca su una nave e riesce infine a divenirne il padrone. Torna a Firenze solo dopo molto tempo. Lo Scheggia si rallegra per la sua vendetta.

Personaggi principali

Geri Chiaramontesi (nobile), Mario Tornaquinci (cavaliere), Scheggia (pittore), Monaco (pittore), Ceccherino (artigiano), Pellegrina Bolognese (cortigiano), Pilucca (scultore), Agnolo Chiaramontesi (zio-zia)

Ambientazione

Firenze (città), Roma (città), Napoli (città), di Mario Tornaquinci (casa)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella comica

Prologo

La novella appena ascoltata suscita il riso della compagnia, ma anche un po’ di compassione per il beffato. Florido ridendo dichiara di volere raccontare una novella in cui la vittima della beffa è qualcuno che è solito beffare gli altri.

Autore: Antonfrancesco Grazzini Lasca

DBI: Pignatti F., "Grazzini, Antonfrancesco", vol. 59 (2002)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione:

Luogo di produzione: Firenze

Lingua: volgare

Temi:

beffa, vendetta, scambio di persona, punizione, follia, stupidità, amicizia maschile

A cura di: Sandra Carapezza