Novella di Ieronima e dello schiavo moro
Novella appartenente a: Il Novellino - Novellino 25
Dedicatario
Giulio d'Acquaviva duca d'Atri
DBI: Coniglio G., "Acquaviva, Giulio Antonio", DBI vol. 1 (1960)
Rubrica
Una iovenetta è amata da multi, e, ucellandoli, tutti li tiene in pastura; uno più che l'altri seque la pista; uno sclavo da la iovene la cognosce carnalmente, e al fervente amante il fa vedere; la iovene per dolore ne more, e l'amante compera lo sclavo e ponelo in libertà.
Incipit
Per averete tante volte cognosciuto, illustro e vertuoso signore, pigliare piacere non piccolo de mei rude novelle, e quelle con tante lode commendare, non ho voluto restare de tali frutti, che te delettano, fartene alcuna parte.
Explicit
[...] de che se l'altre da costei togliessero esempio, poche ne sarebbono dagli uomini vintilate.
Narratore
Masuccio Salernitano
Trama
Ieronima, bella e vanitosa figlia di un mercante, si gloria di sedurre e tenere ai suoi piedi sempre nuovi amanti senza mai soddisfarli. Tra i suoi corteggiatori c'è un nobile che vorrebbe prenderla in sposa: per avvicinare la ragazza, il giovane medita dunque di entrare in confidenza con uno schiavo moro di lei, Alfonso. Una volta conquistata la fiducia del servo, il gentiluomo lo prega di raccomandarlo alla sua signora, ma Alfonso, ormai fedele al ragazzo, lo scoraggia, raccontandogli che la giovane sarebbe invero una donna riprovevole perché, contro la sua volontà, si sarebbe più volte unita a lui, e che può dimostrarglielo. Il giovane si finge così il servo, dipingendosi di nero e indossando umili e sporche vesti. Introdotto da Alfonso nella stalla dove è il suo giaciglio e coricatovisi, viene in effetti visitato da Ieronima, che lo crede il suo amante. Dopo aver consumato il rapporto, il ragazzo apostrofa violentemente la giovane, minacciandola di diffamarla per la tutta la città, e si ripromette invece di liberare lo schiavo fedele. Ieronima muore poco dopo per il dolore dell'onta subita, mentre Alfonso viene affrancato e gode della sua giovinezza.
Personaggi principali
Ieronima (giovane), Alfonso (schiavo), gentiluomo
Ambientazione
Ancona (città), stalla
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
cronaca
Prologo
Masuccio indirizza la novella al dedicatario sapendolo un estimatore delle sue novelle e un conoscitore della scelleratezza del genere femminile che in questa parte del libro viene presa a bersaglio.
Epilogo
Masuccio critica il comportamento delle donne libidinose, del quale continuerà a raccontare. Introduce quindi la novella successiva.
Autore: Tommaso Guardati Masuccio Salernitano
DBI: F. De Propris, "Guardati, Tommaso", vol. 60 (2003)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1476? ca.
Luogo di produzione: Napoli
Lingua: volgareTemi:
travestimento, conflitto verbale, scambio di persona, premio, punizione, lussuria, relazione gerarchica signore/sottoposto
A cura di: Michel Cattaneo