La novella di frate Puccio e frate Ianni

Novella appartenente a: Novelle - Novelle dello Pseudo Gentile Sermini 9

Rubrica

Puccio da Barletta, essendo per doctorarsi in legge canonica, prese partito vivere in altra forma; et accordato con Ianni suo caro compagno, fattisi romiti a Roma, tutto ’l tempo della vita loro fecero buon tempo; et reputati sancti, tucta Roma concorse a confessarsi da ·lloro.

Incipit

Era un giovane in Barletta, che Puccio era chiamato, d’età di vintidue anni, bello del corpo et di sottilissimo ingegno, el quale tornato di Studio per doctorarsi in legge canonica, lui era di natura ladro et taccioso di femmine e a queste due cose che la natura lo richiedeva era di mirabile ingegno, per modo che persona di male che facesse non s’avedeva, anco era tenuto di perfecta conscientia et vergine puro.

Explicit

Et così più anni in tal guisa dimoraro, dandosi insieme piacere et buon tempo, che ogni hora che Renzo stava colla femina sua e Bianciarosa col suo devoto frate Puccio et quando con frate Ianni, el quale peggio di frate Puccio non la trattava, anco pari o meglio, ciascuno facendo suo dovere per bene observare la sua religione.

 

Narratore

Pseudo Gentile Sermini

Trama

Due giovani di Barletta, Puccio (in procinto di addottorarsi in diritto canonico) e l'amico Ianni, uniti dalla passione per le donne, decidono di beffare il padre di Puccio e di andarsene a Roma, dove si fingono eremiti. Qui, rimettono in sesto uno spedaletto presso il rione Colonna e presto si sparge in città la fama dei due eremiti che lo gestiscono con straordinaria devozione. Bianciarosa, moglie insoddisfatta di Renzo Parioni, sospettato di tradimento, decide di confessarsi a Puccio. Disperata, la donna chiede aiuto al finto eremita che, consigliatosi con Ianni, dopo averle promesso di parlare e di accordarsi in segreto col marito di lei, le propone una soluzione per estinguere in Renzo il desiderio dell’amante. La donna, oltre a dover perdonare Renzo, dovrà poi raggiungere la cella di Puccio per giacere al buio e in silenzio col marito che, inconsapevole del fatto, sarebbe stato convocato dall’eremita. La donna accetta, ma cade vittima dell'inganno di Puccio, che giace con lei fingendosi il marito. Soltanto il mattino seguente Puccio rivela a Bianciarosa di essere stato lui a letto con lei quella notte, assicurandole tuttavia che non si tratta di peccato. Il finto frate racconta alla donna che Renzo, giunto sull’uscio della cella, sarebbe stato ammonito da una voce divina di non entrare a causa della sua cattiva disposizione verso Bianciarosa; la stessa voce, poi, avrebbe invece obbligato Puccio a giacere con lei quella notte e fino alla risoluzione della lite coniugale, per evitare il deterioramento del sacro vincolo del matrimonio supplendo ai doveri del marito manchevole. Bianciarosa acconsente di buon grado alla versione del finto frate e trascorre così molti anni incontrando sia Puccio sia Ianni di nascosto da Renzo.

Personaggi principali

Puccio (studente), Ianni (studente), Bianciarosa (moglie), Renzo Parioni (marito), padre, prete

Ambientazione

Barletta (città), Roma (città), rione Colonna (ospedale), Roma (chiesa)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella comica, novella erotica

Struttura

La novella apre il ciclo di racconti dedicati a Puccio e Ianni da Barletta (IX-XI)

Autore: Pseudo Gentile Sermini

DBI: Marchi M., "Sermini, Gentile", vol. 92 (2018)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1409 ca. - 1446

Luogo di produzione: Siena

Lingua: volgare

Temi:

vendetta, scambio di persona, travestimento, lussuria, amicizia, amicizia maschile, eros, infedeltà in amore, matrimonio, tradimento in amore

A cura di: Elena Niccolai