Novella di Dionisio Castelli
Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 4
Rubrica
Uno causidico bolognese dà un pugno sopra el viso a un altro al tribunal del podestà; ed essendo caduto in pena e quella volendo pagare, non se trova adosso se non moneta d'oro; la quale pagando, dà presto un altro pugno al procuratore e vassene libero e absoluto.
Incipit
El me recorda avere audito da persone di fede e de auctorità reverende, clarissimo conte, mio optimo benefactore e compatre, e voi altre dignissime persone, che essendo la nostra cità tutta al Stato de la Chiesia sugetta, el fu uno doctissimo causidico nostro citadino, de la clarissima famiglia de Castello, nominato miser Dionisio, uomo de grandissimo ingegno e animo e de doctrina prestantissimo, adoperato assai in cose grave e ponderose in beneficio de la nostra republica per conservazione de la sua libertà, a cui, come vero patrizio, adusse grandissimi onori, commodi e utilità.
Explicit
[...] Ludovico di Foscarari, famiglia generosa e antiqua quanto altra della nostra cità e a la libertà di epsa molto fructuosa, uomo modestissimo, de animo grande, magnifico, liberale e splendido, e veramente d'ogni laude degno, e al magnifico conte de amore e affinità coniuncto, voltandose cum ridente boca e civil grazia alla Prestanzia del conte, in questa forma dixe.
Narratore
Jacobo de’ Barzellini
Trama
Dopo aver perso una causa, l’avvocato bolognese Dionisio Castelli, adirato, dà un pugno all’avvocato avversario. Il pretore, Niccolò Piccolomini, sconcertato, lo obbliga al pagamento sancito dalle norme giudiziarie. Tuttavia, poiché non si trova il resto, Dionisio, innervosito, picchia nuovamente il procuratore rinunciando alla somma che gli spetta.
Personaggi principali
Dionisio Castelli (cittadino), Margarita de miser Piero di Guidotti (cittadino), Giovanni Bentivogli (nobile), Nicoluzzo di Picolomini [Niccolò Piccolomini] (giudice)
Ambientazione
Bologna (città), tribunale
Datazione dell'ambientazione
1368 ca. - 1422 ca. - Passato prossimo
Generi
novella comica
Prologo
La novella precedente ricorda a Giacomo Bargellini l'evento che si accinge a raccontare, ambientato a Bologna mentre la città era ancora sotto il potentato dello Stato pontificio.
Epilogo
L’autore commenta l’eccezionalità del caso e dà adito a una polemica contro la cultura giuridica bolognese. Tra le risa generali, Ludovico de’ Foscherari si appresta a prendere parola.
Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti
DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1475 ca. - 1492 ca.
Luogo di produzione: Bologna
Lingua: volgareTemi:
conflitto verbale, vendetta, punizione, stupidità
A cura di: Elena Niccolai