La novella di Salvestrino da Siena
Novella appartenente a: Novelle - Novelle dello Pseudo Gentile Sermini 4
Rubrica
Salvestrino da Siena, essendo stato beffato a Pisa da due giovani fiorentini, cor un bel modo si vendicò et dimonstrando servirli amico li rimase
Incipit
Nella magnifica ciptà di Firenze erano due giovani di bassa conditione, cioè Papino di Bindo et Lapo di Ser Ghino, et stando ognuno all’arte della lana, amicissimi sempre usavano insieme; et invaghiti d’una bella fanciulla, il cui nome era Sandra, figliuola di Barone texitore, et deliberato insieme d’haverla, cominciaro a fare a Barone gran careze, dandoli tele assai et bene pagarlo; et tanto spesso usavano a quel telaio che co·la Sandra presero dimestichezza.
Explicit
Et così finì la piacevole vendetta di Salvestrino.
Narratore
Pseudo Gentile Sermini
Trama
A Firenze, due giovani, Papino di Bindo e Lapo di Ser Ghino imbrogliano la bella Sandra e suo padre Barone riuscendo a condurre con loro la giovane nell’albergo del Cappello a Pisa. Il piano procede come previsto, finché non sopraggiunge un mercante di stoffe, Salvestrino da Siena, che a tavola beffa i due fiorentini rispetto alla porzione di pesce da mangiare lasciando loro soltanto la testa e la coda. Papino e Lapo decidono così di vendicarsi raccontandogli la loro storia e offrendogli di passare la notte con Sandra, ammonita però a non cedere alle lusinghe di Salvestrino. Il giovane, inteso l’inganno dei due, ordisce a sua volta una seconda vendetta facendo imprigionare i fiorentini per il furto della ragazza, complice il podestà di Pisa, Pulidoro da Mantova (detto ironicamente "missere Coramvobis"), e un suo collaboratore, Baldassarre da Bologna, amico di Salvestrino. Quest’ultimo agisce così scaltramente da riuscire non soltanto ad ottenere i favori di Sandra tramite una mezzana, Mona Simona, ma a farsi considerare dai due giovani loro ottimo amico, fingendo di star lavorando per la loro scarcerazione e unendosi in realtà sotto mentite spoglie a chi li tortura in prigione. Infine, li fa liberare corrompendo il giudice con il denaro dei fiorentini e riconsegna Sandra a suo padre, raccontandogli di averla salvata dai due malvagi fiorentini, e ottiene dall'uomo la sua gratitudine e una lauta ricompensa. In conclusione, il padre, spinto dai consigli di Salvestrino che finge di voler tutelare l'onore della figlia, dà tempestivamente Sandra in sposa a Giglio, amico di Salvestrino: grazie a questo espediente, la giovane potrà continuare a giacere con quest’ultimo.
Personaggi principali
Salvastrino da Siena (cittadino), amico, Papino di Bindo (cittadino), Lapo di Ser Ghino (cittadino), Sandra (giovane), Barone (padre), mercante, servitore, Pulidoro da Mantova (misser coram votis) (podestà), Baldassarre da Bologna (giudice), Simona (prostituta), Lapa (compare-comare), cavaliere, guardia
Ambientazione
convento, prigione, osteria, Firenze (città), Genova (città), Città di Castello (città), Colle Val d'Elsa (città), Pisa (città)
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
novella a lieto fine, novella erotica, racconto morale
Autore: Pseudo Gentile Sermini
DBI: Marchi M., "Sermini, Gentile", vol. 92 (2018)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1409 ca. - 1446 ca.
Luogo di produzione: Siena
Lingua: volgareTemi:
sfida, furto, conflitto fisico, conflitto verbale, punizione, astuzia, avarizia, lussuria, superbia, com(p)are, amicizia maschile, tradimento in amicizia, relazione genitori/figli, corteggiamento
A cura di: Elena Niccolai