La novella di Ruberto Latielanti

Novella appartenente a: Novelle - Novelle dello Pseudo Gentile Sermini 22

Rubrica

Ruberto da Camerino, amando Gentile, ordine dè con maestro Lamberto, fingendo che male li facesse el dormire con Tarsia sua donna, per modo che con Gentile si dormia. E la Tarsia, avedutasi del facto, seppe dare modo che Gentile proprio de’ suoi mali ristorò lei; e Ruberto al signore Berardo la sua donna accusò che li facea fallo, la qual, comparita al signore, provò non havere fallito di niente.

Incipit

In Camerino, al tempo del buon signore Berardo vechio, erauno ricco cittadino e d’assai nella gratia del signore et del suo segreto consiglio, el quale Ruberto Latielanti si chiamava, giovino, e haveva per donna una bellissima giovana e d’assai che Tarsia haveva nome, e gran bene si volevano insieme.

Explicit

Hora si alcuno errore fra costoro si commise o veramente operatione commendabile s’adomanda a chi legge chiarirsi.

 

Narratore

Pseudo Gentile Sermini

Trama

A Camerino, Ruberto Latielanti sposa la bella e giovane Tarsia. Ruberto, tuttavia, si innamora di un suo garzone, Gentile, a cui non sa rinunciare: previo pagamento, si accorda dunque col suo medico, Lamberto di Castel Fiorentino, per poter congiungersi col ragazzo senza farsi scoprire dalla consorte. Il medico, recuperato un pezzo di cervello di capretto che spaccia come parte di quello Ruberto discioltosi nelle urine, dichiara così che il suo assistito debba evitare contatti carnali con Tarsia (che danneggiano i suoi organi interni) almeno per un anno se non vuole morire, e che inoltre debba dormire da solo in una stanza arieggiata. Approfittando dell’inganno e della posizione strategica della sua nuova camera, Ruberto escogita dunque un segnale, ovvero la rimozione di un vaso di basilico, per farsi raggiungere in camera dall'amante Gentile durante le notti. Insospettita, Tarsia scopre infine il segreto e, approfittando di una partenza imprevista di Ruberto per Pesaro, sfrutta il segnale per farsi raggiungere da Gentile con il quale, dopo qualche convenevole, si congiunge felicemente. Ruberto, dopo aver scoperto della gravidanza di Tarsia, si appella al potere del signore di Camerino, Berardo (probabilmente Berardo da Varano) che, udito il racconto, condanna alla pena capitale Lamberto per la sua pratica medica truffaldina e per illecito commercio, e consente invece ai due coniugi di vivere serenamente spartendosi l’amore di Gentile. Dopo sei mesi, tuttavia, Ruberto si ammala e decide di fare testamento lasciando al podestà la custodia del figlio Benvenuto e l’eredità a Tarsia a condizione che sposi Gentile e che durante il suo funerale, tramutato in una festa, non si vesta a lutto ma con vestiti scarlatti. Le volontà testamentarie sono rispettate e la novella si conclude con Berardo che consegna Benvenuto, insieme a un gioiello e a tutti i possedimenti di Lamberto, a Tarsia e a Gentile.

Personaggi principali

Ruberto Latielanti (cittadino), Tarsia (moglie), Gentile (servitore), Lamberto di Castel fiorentino (medico), Berardo (podestà), Benvenuto (figlio), Sancti (notaio), frate, balia, madre

Ambientazione

Camerino (città), Pesaro (città), camera, orto

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella comica, novella erotica

Epilogo

L’autore si rivolge al lettore chiedendogli di capire se nella vicenda i protagonisti commettano degli errori o invece delle azioni degne di lode.

Autore: Pseudo Gentile Sermini

DBI: Marchi M., "Sermini, Gentile", vol. 92 (2018)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1409 ca. - 1446 ca.

Luogo di produzione: Siena

Lingua: volgare

Temi:

morte naturale, lussuria, gratitudine all'interno di relazioni gerarchiche, relazione gerarchica signore/sottoposto, eros, gratitudine in amore, infedeltà in amore, matrimonio

A cura di: Elena Niccolai