Novella di Lazzero affogato e Gabriello (II 1)
Novella appartenente a: Le Cene - Cene II 1
Rubrica
Lazzero di maestro Basilio da Milano va a vedere pescare Gabbriello suo vicino e affoga: onde Gabbriello, per la somiglianza che seco avea, si fa lui; e levato il romore, die essere affogato Gabbriello; e come se Lazzero fusse, diventa padrone di tutta la sua robba, e doppo per modo di compassione sposando un’altra volta la moglie, seco e con i figlioli, commendato da ognuno, lietamente lungo tempo vive.
Incipit
Pisa anticamente, come leggendo avete potuto intendere e mille volte ragionando ancora udito dire, fu delle populate e benestanti città, non solo di Toscana, ma di tutta Italia; ed era da molti suoi cittadini nobili e valorosi e ricchissimi abitata.
Explicit
E rifornito la casa di nuove fantesche e servidori, con la sua due volte moglie lungo tempo visse poi pacificamente in lieta e riposata vita, due altri figlioli maschi avendo; ai quali trovato un casato nuovo, gli fece chiamare de' Fortunati: della cui stirpe nacquero poi molti uomini eccellenti e nell'armi e nelle lettere.
Narratore
Amaranta
Trama
Basilio, medico milanese che ha compiuto gli studi a Parigi, decide di trasferirsi a Pisa dove esercita con profitto la sua professione, si sposa e ha figli. Tra gli altri figli, Lazzero si rivela il più inetto e testardo e viene perciò allontanato da casa e mandato in campagna. La città è funestata da una grave e contagiosa malattia, che uccide tutta la famiglia di Basilio, salvo una vecchia domestica. Lazzero, scampato all’epidemia perché lontano, deve tornare per gestire la ricca eredità. Molti vogliono dargli in sposa le figlie, allettati dalla sua ricchezza, ma egli congeda tutti e vive solitario, secondo suo costume. Vicino a lui abita un uomo di povera condizione, Gabbriello, con la moglie e i figli. Gabbriello e Lazzero hanno una straordinaria somiglianza e ciò induce Lazzero a frequentare il vicino. Un giorno Gabbriello parla a Lazzero di pesca incuriosendolo. I due vanno al fiume, dove Gabbriello si immerge con le reti prendendo molti pesci. Lazzero vuole provare e, aiutato da Gabbriello, entra nel fiume dove l’acqua è bassa. Poi, mentre Gabbriello è immerso a pescare, si immerge anche lui e, spingendosi più avanti, è trascinato dalla corrente. Quando Gabbriello riemerge è ormai troppo tardi. L’uomo pensa di tentare la fortuna vestendosi con i vestiti del ricco Lazzero e facendo credere che il morto sia Gabbriello. Lega il corpo a un palo sotto l’acqua e chiama aiuto. Interviene il mugnaio che trova il corpo sott’acqua e crede sia Gabbriello. La moglie di Gabbriello, Santa, appresa la notizia della morta del marito è inconsolabile. Il vero Gabbriello, intanto, fa credere anche i suoi domestici di essere Lazzero imitandone perfettamente le abitudini. Manda doni a Santa per confortarla della morte del marito, ma apprende che il suo dolore perdura. Si reca da lei per rivelarle il segreto. La donna si rallegra molto di sapere che il marito è vivo e che la loro sorte può cambiare. Gabbriello sempre in veste di Lazzero va da un frate in odor di santità per rivelargli la sua intenzione di sposare Santa; viene incoraggiato a farlo dal frate, il quale si incarica di convincere i parenti e la donna, che simula resistenza per fedeltà al marito. Infine, i due si sposano; congedano la servitù per essere sicuri che il loro segreto rimanga tale e assumono nuovi domestici vivendo ricchi e lieti con i loro figli.
Personaggi principali
Basilio (medico), madre, Lazzero (giovane), Gabriello (proletario), Santa (moglie), mugnaio, frate
Ambientazione
Pisa (città), campagna, Santa Caterina (chiesa), fiume
Datazione dell'ambientazione
Generi
novella a lieto fine
Prologo
Giovedì la brigata si raduna nuovamente. Amaranta fa sistemare la sala. C’è una lunga descrizione della bellezza di lei, in cui si dà conto con una certa precisione anche dell’abbigliamento. Amaranta propone di cominciare subito i racconti, dal momento che le novelle di questa seconda cena devono essere più lunghe di quelle della cena precedente. Ci sono lacune nel testo. Si intende che l’esordio della narrazione avviene nel nome di Dio, secondo convenienza.
Autore: Antonfrancesco Grazzini Lasca
DBI: Pignatti F., "Grazzini, Antonfrancesco", vol. 59 (2002)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione:
Luogo di produzione: Firenze
Lingua: volgareTemi:
scambio di persona, buona fortuna, morte naturale, astuzia, ingegno, amicizia maschile, fedeltà in amore, gratitudine in amore, matrimonio
A cura di: Sandra Carapezza