Novella di Giansimone berrettaio (II 4)
Novella appartenente a: Le Cene - Cene II 4
Rubrica
Lo Scheggia, il Pilucca e il Monaco danno a credere a Giansimone berrettaio di fargli per forza d'incanti andar dreto la sua innamorata. Giansimone per certificarse chiedendo di vedere qualche segno, gliene mostrano uno che lo sbigottisce: e non gli piacendo di seguitare, operano di sorte che da lui cavano venticinque ducati, de' quali fanno un pezzo buona cera.
Incipit
Lo Scheggia e 'l Pilucca, come voi potete avere inteso, furono già compagni astuti e faceti, e uomini di buon tempo, e dell'arte loro ragionevoli maestri, ché l'uno fu orafo e l'altro scultore;
Explicit
Ma i quattro compagni, lasciatolo con la beffa e col danno, lungo tempo sguazzarono alle sue spese.
Narratore
Leandro
Trama
Lo Scheggia e il Pilucca sono amici di un berrettaio, di nome Giansimone, uomo benestante e sciocco, innamorato di una vedova. Pensano di approfittare di questo amore per estorcere denaro a Giansimone. Lo Scheggia gli rivela che il mago Zoroastro (che è in realtà complice dei due) sarebbe capace di mettergli nel letto la donna amata. Il Pilucca si incarica di chiedere l’intervento del mago. Il mago accetta per 25 ducati. Giansimone vuole una prova della capacità del mago. Tutti e tre vanno quindi da Zoroastro, che impressiona Giansimone con il suo portamento e le sue mosse. Come prova delle sue capacità annuncia che farà arrivare lì da loro il Monaco che in quel momento è al mercato. Il Monaco, che stava nascosto osservando tutto, si palesa tra loro. Giansimone si spaventa al punto di sporcarsi le braghe e ammalarsi per qualche tempo; gli passa il desiderio di avere la vedova tramite la magia. Zoroastro e gli altri allora cercano una soluzione per non perdere i 25 fiorini: fanno credere a Giansimone che il mago è arrabbiato per il mancato affare e che è bene per lui placarlo mandandogli l’occorrente per una lauta cena. Questo però non basta per Zoroastro e gli altri. Giansimone riceve l’invito a comparire davanti al Vescovado e lo Scheggia gli fa credere di averlo ricevuto anche lui: si tratta naturalmente di messaggio preparati dai beffatori. Fanno credere che il Monaco li abbia denunciati e che per i reati di magia rischino la vita. La soluzione potrebbe arrivare da Zoroastro in cambio dei 25 ducati. Giansimone allora gli dà tutto quello che ha, credendo che in cambio Zoroastro abbia fatto un incantesimo di oblio sul Monaco, sul vicario e sul cancelliere. Giansimone chiede se si possa fare quest’incantesimo su di lui, ma lo Scheggia lo dissuade. La compagnia si gode i denari di Giansimone.
Personaggi principali
Scheggia (orafo), Pilucca (pittore), Monaco (pittore), Zoroastro (mago), Giansimone (artigiano), vedova
Ambientazione
Firenze (città), Santa Reparata (chiesa), verso Pellicceria (strada)
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
novella comica
Prologo
La novella precedente non ha suscitato il riso, ma è stata apprezzata. Leandro spiega che vuole rimediare alla tristezza del suo racconto della sera precedente riferendo una storia allegra.
Autore: Antonfrancesco Grazzini Lasca
DBI: Pignatti F., "Grazzini, Antonfrancesco", vol. 59 (2002)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione:
Luogo di produzione: Firenze
Lingua: volgareTemi:
beffa, impoverimento passivo, punizione, magia, dabbenaggine, stupidità, gola, amicizia maschile, corteggiamento
A cura di: Sandra Carapezza