La novella dei balbuzienti

Novella appartenente a: Novelle - Novelle dello Pseudo Gentile Sermini 34

Rubrica

Quatro trogli a caso hebbero insieme gran quistione et credendo alcun di loro essere beffato et contrafacto del troglieggiare; et infine, doppo molto sollazo che hebbero certi huomini da bene del loro trogliegiare insieme, con festa li pacificaro. E li tre de’ quattro dell’uno divennero compari et breve nome li posero, a ciò che ognuno di loro lo potesse scortamente chiamare senza essere dalla lingua impedito: et così d’accordo al figliano posero nome Co.

Incipit

Avenne nella magnifica città di Siena, essendovi per senatore el nobile signore conte Federigo di Puglia, del quale uno de’ suoi cavalieri era molto troglio e, andando una sera alla cerca, trovò uno fabbro che maestro Manno si chiamava, el quale sotto ’l braccio vinti grattacace et foratele tutte a casa per stagnarle portava; et costui, se ’l cavaliere era troglio, era duo cotanti.

Explicit

Non già che lui fusse né sordo né mutolo, anco entendeva molto bene et ‹era› uno bellissimo giovano costumato et, per quanto comprendar si potea,savio, cortese, magnanimo et pieno di discretione, gentilesco,humano et tutto da bene, honesto et più pellegrino vestiva che giovano di quella città; che salvo che del parlare la natura a pena harebbe possuto dotare un corpo di più gentileza né meglio proportionata di tutte le membra di lui, che era un cordoglio a chi lo vedea, sapendo el mancamento che havea del parlare.

 

Narratore

Pseudo Gentile Sermini

Trama

A Siena, durante una ronda notturna in città, un cavaliere balbuziente si imbatte prima in un fabbro, mastro Manno, e poi in un compare di quest’ultimo, Memmo de’ Rossi, anch'essi entrambi balbuzienti. A causa delle incomprensioni dovute alla balbuzie, temendo di essere dileggiato, il cavaliere conduce entrambi al palazzo di giustizia. Qui, il conte Federico di Puglia, senatore di Siena, una volta compresa la situazione, trae molto diletto dalla contingenza, dai tratti grotteschi. Trattenuti i tre e recatosi a messa, il senatore invita a godersi la scena anche missere Reame e Angolino de’ Salimbeni, che a loro volta invitano a palazzo un loro famiglio balbuziente, detto Tartaglia, che si dedica consapevolmente a spargere zizzania, rendendo le chiacchere tra i quattro sempre più concitate e degne di risa. Le reiterate incomprensioni divertono moltissimo i gentiluomini, finché il senatore decide di invitare tutti i presenti a un convito. Durante il pasto, Memmo de’ Rossi informa la brigata della gravidanza della moglie in procinto di avere un figlio maschio, che i balbuzienti decidono di chiamare Co in modo da riuscire a nominarlo agilmente. La novella si conclude con la descrizione del nascituro, destinato ad avere molte qualità tranne la facoltà della parola.

Personaggi principali

Memmo de' Rossi (compare-comare), mastro Manno (fabbro), cavaliere, Federico di puglia (podestà), Agnolino de' Salimbeni (nobile), Reame de' Salimbeni (nobile), Tartaglia (servitore), Federico di Puglia (signore)

Ambientazione

Siena (città), di giustizia (palazzo), chiesa

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella a lieto fine, novella comica

Autore: Pseudo Gentile Sermini

DBI: Marchi M., "Sermini, Gentile", vol. 92 (2018)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1409 ca. - 1446 ca.

Luogo di produzione: Siena

Lingua: volgare

Temi:

conflitto verbale, premio, liberalità, relazione gerarchica signore/sottoposto, com(p)are, relazione genitori/figli

A cura di: Elena Niccolai