Novella del prete e della Mea (I 6)
Novella appartenente a: Le Cene - Cene I 6
Rubrica
Il prete da San Filice a Ema, col voler darle un papero, conosce carnalmente e inganna la Mea: di poi, ritornando, è da lei ingannato; e perdendo il papero e i capponi, doloroso, non potendo ire a suoi piedi, ne è portato a casa.
Incipit
Come voi devete sapere, usanza è stata sempre mai nel nostro contado che i preti della villa, quando per avventura è la festa alla lor chiesa, invitano tutti i preti loro vicini: per lo che, avendo il prete del Portico, tra l’altre, una volta la festa, tutti preti da lui chiamati vi concorsero; tra i quali vi fu un ser Agostino, che ufiziava a San Filice a Ema, poco indi lontano.
Explicit
Ser Agostino alla fante e alla madre poi trovò certa sua scusa dello essere uscito a quella foggia travestito, e così della rottura del ginocchio e della isvoltura del piede, che n’ebbe assai, parecchi e parecchi settimane; e al mugnaio ancora fece credere certa sua invenzione, tal che di molto tempo stette la cosa che non si seppe; e non si sarebbe saputa mai, se non che ser Agostino, già vecchio, morto la Mea e ’l marito, la disse più volte e la raccontava per via di favola.
Narratore
Siringa
Trama
Ser Agostino, prete a San Felice a Ema, è invitato per una solenne festività dal prete di Portici, nel contado fiorentino. Qui vede una giovane, Mea moglie di un muratore, e se ne invaghisce. Apprende che la donna è di buona compagnia ma ostile verso i sacerdoti, quindi si veste da contadino e passa davanti a casa sua portando un papero. Mea accetta di giacere con lui in cambio del papero e il rapporto sessuale è consumato con la donna sopra l’uomo. Ser Agostino allora rifiuta di darle il papero, sostenendo che, in questa posizione, è stata lei a servirsi di lui e non viceversa. La donna la mette in burla e acconsente a un nuovo rapporto, dopo il quale reclama il papero. Ser Agostino continua a negarglielo affermando che il secondo rapporto è stato il pagamento di lei in cambio del primo rapporto. Mentre i due litigano sopraggiunge il marito di Mea. Il prete gli riferisce che la moglie non vuole dargli la somma pattuita per l’acquisto del papero. Il marito crede alla storia e invita Mea a lasciare andare il prete, senza comprare il papero. Dopo qualche giorno il prete torna, ancora in veste di contadino, da Mea, con l’intenzione di rendersela amica, dandole il papero e anche dei capponi, in cambio di un nuovo rapporto. Mea lo vede arrivare, mentre lei si trova con un amante. Si accorda con l’amante per beffare ser Agostino. Finge di accoglierlo, ma poco dopo l’amante bussa alla porta impetuosamente. La donna racconta che si tratta di un suo fratello pazzo e si finge terrorizzata. L’uomo grida e minaccia la donna, accusandola per la sua condotta disonesta. Il prete sente le minacce dalla camera in cui è chiuso e per la paura salta dalla finestra, facendosi male alle gambe, e scappa carponi perché non riesce neppure a stare in piedi. Quando passa di lì un mugnaio si fa condurre da lui a casa, inventando delle scuse per lo stato in cui si trova. La verità sarà raccontata dal prete stesso soltanto molto dopo, quando Mea e il marito sono ormai morti.
Personaggi principali
Agostino (prete), Mea (moglie), manovale, amante, mugnaio
Ambientazione
San Felice a Ema (città), casa, campagna
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
novella comica
Prologo
Con una cura retorica straordinaria si insiste sull’effetto della novella tragica precedente. Siringa, mentre dura ancora la commozione, annuncia che racconterà una novella lieta, dopo avere esaltato l’armonia tra casi compassionevoli e casi comici, con il topico argomento della mescolanza di dolce e amaro
Autore: Antonfrancesco Grazzini Lasca
DBI: Pignatti F., "Grazzini, Antonfrancesco", vol. 59 (2002)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione:
Luogo di produzione: Firenze
Lingua: volgareTemi:
beffa, vendetta, travestimento, punizione, ferimento, avarizia, incontinenza, lussuria, astuzia, corteggiamento, infedeltà in amore, tradimento in amore
A cura di: Sandra Carapezza