Novella dell'abate di San Proculo e delle lasagne

Novella appartenente a: Novelle porretane - Porretane 46

Rubrica

L'abbate de Sancto Proculo, mangiando cum li soi monaci lasagne, se scotta la boca: dove l'uno de l'altro se trova ingannato.

Incipit

Nel 1388, magnifico conte, spectabili gentilomini e vui vezose e belle donne, la nostra abbazia de Sancto Proculo, al presente officiata da' devotissimi religiosi negri de san Benedecto, avendo uno reverendo abbate della famiglia di Passipoveri [...].

Explicit

[...] intenderete come uno nostro prete derise, cum uno capo de oca in luoco de reliquia, alcune nostre citadine cum molta altra rusticana gente.

 

Narratore

Gregorio Roverbella

Trama

Nel 1338, a causa della peste, l'abate di San Proculo, Dionisio della famiglia dei Passipoveri, è rimasto con soli due monaci, don Domicio e don Martino. I tre si ritrovano in refettorio dove il loro nuovo cuoco, un tedesco, ha preparato delle lasagne. Davanti alla pietanza Dionisio non riesce a trattenersi dal prendere subito una cucchiaiata. Le lasagne sono però bollenti e l'abate, che non può sputare il boccone per non dare il cattivo esempio ai suoi frati, inizia a lacrimare. Don Domicio per soccorrerlo gli getta in viso un bicchiere di vino e poi interroga l'abate sulla causa delle sue lacrime. Dionisio fa credere di essere sofferente per i frati portati via dalla peste. Successivamente anche Domicio assaggia le lasagne restando scottato e intuisce cosa sia accaduto poc'anzi. Sollecitato dall'abate sul suo lacrimare spiega di essere a sua volta addolorato per i confratelli morti. E' il turno di don Martino, che tuttavia rimanendo ustionato non può trattenere un gesto di stizza e colpire il catino delle lasagne finendo per riversarlo addosso all'abate. Dionisio così lo riprende, ma immediatamente ordina una seconda teglia di lasagne al cuoco, suscitando il suo sdegno.

Personaggi principali

Dionisio di Passipoveri (abate), don Domicio (frate), don Martino (frate), cuoco

Ambientazione

Bologna (città)

Datazione dell'ambientazione

1338 - Datata

Epilogo

La novella provoca grande piacere diletto alla brigata, che deve però ritirarsi a causa di un temporale. All'indomani i membri della brigata si ritrovano e invitano Bernardo Sassuno a raccontare.

Autore: Giovanni Sabadino degli Arienti

DBI: Ghinassi G., "degli Arienti, Giovanni Sabadino", vol. 4 (1962)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1470 - 1492 ca.

Luogo di produzione: Bologna

Lingua: volgare

Temi:

peste, relazione gerarchica abate/frati

A cura di: Michel Cattaneo