De origine inter Gallos ac Britannos belli historia
Spicciolata - Novella spicciolata di Bartolomeo Facio
Dedicatario
Ventimiglia Carlo
Incipit
Quod me rogasti, Karole generose, inter multas ac varias curas meas, nuper effeci.
Explicit
Quo quidem bello gravi et diuturno et Gallia magna ex parte vastata et Britannia ad nostram usque aetatem viris prope exhausta est.
Manoscritti
- BCB, 2083, cc. 207-220.
- EastSuCCLBri, 8, cc. 48r-60r.
- BCFa Pol, 39, cc. 74r-76v.
- BML, 90 sup. 47, cc. 99r-106r.
- BNF, Magl. XXIV 162, cc. 1r-12v.
- BNF Lan. Fin. 253, cc. 86r-97v.
- BCBGe, Arm. 26, cc. 61r-73r.
- BUGe, B II 11, cc. 125r-162r.
- BCLu, 544, cc. 511v-520v.
- BMV, Lat. XIV 108 (4708), cc. 95r-110r.
- BMV, Lat. XIV 2 (4590), cc. 11v-21v.
- BNN, XIV C 27, cc. 2r-41r.
- BAV, Ott. Lat. 1677, cc. 25r-44v.
- BNP, Lat. 6267, cc. 1r-22v.
- BNP, Lat. 6268, cc. 1r-80r.
- JRULMa, Lat. 178, cc. 168r-177r.
- BUS, 2694, cc.1r-18v.
Note: Il testimone è mancante del proemio. - BUSCV, 227, cc. 45r-57r.
Note: Il testimone è mancante del proemio. - BAV, Vat. Lat. 5221, cc. 104r-110v.
- ONBW, Lat. 3130 (Univ. 980), cc. 141r-148r.
- ONBW, Lat. 3494 (Philol. 218), cc. 87r-99r.
Bibliografia
- Bartolomeo Facio, Ad Karolum Vintimilium virum [...] De origine inter Gallos et Britannos belli historia, in «Bibliotheca libros et scriptores ferme cunctos ab initio mundi ad annum MDLXXXIII ordine alphabetico complectens», Parigi, Georgii Jouvenel, 1731, pp. 884-893.
Contributori: Alonso Chacón (curatore), Francesco Dionisio Camusati (curatore)
- Gabriella Albanese, Da Petrarca a Piccolomini: codificazione della novella umanistica, in Favole parabole istorie. Le forme della scrittura novellistica dal Medioevo al Rinascimento, Atti del Convegno di Pisa (26-28 ottobre 1998), Roma, Salerno editrice, pp. 257-308.
Contributori: Gabriella Albanese (curatore), Rossella Bessi (curatore), Lucia Battaglia Ricci (curatore) - Letterio Di Francia, Novellistica I. Dalle origini al Bandello, Milano, Vallardi, 1924, pp. 317-321.
- Claudio Marchiori, Bartolomeo Facio tra letteratura e vita, Milano, Marzorati, 1971, pp. 47-49.
- Gabriella Albanese, Fortuna umanistica della “Griselda”, in Quaderni petrarcheschi, 1992, pp. 571-627.
- Gabriella Albanese, Per la storia della fondazione del genere novella tra volgare e latino. Edizioni di testi e problemi critici, in Medioevo e Rinascimento, XII, 1998, pp. 263-284.
- Gabriella Albanese, Daniela Pietragalla, «In honorem regis edidit». Lo scrittoio di Bartolomeo Facio alla corte napoletana di Alfonso il Magnanimo, in «Rinascimento», XXXIX, 1999, pp. 293-336.
- Bartolomeo Facio, De origine inter Gallos ac Britannos belli historia, in «L’ exemplum nella novella latina del ’400», Torino, Giappichelli, 1975, pp. 161-175.
Contributori: Maria Luisa Doglio (curatore)
Narratore
Bartolomeo Facio
Trama
Durante una cena tra uomini di lettere, il narratore risponde alle richieste dei commensali che si interrogano sulle cause del conflitto tra Francia e Inghilterra raccontando gli sfortunati trascorsi dell’unica figlia di Adovardo, re d’Inghilterra. La fanciulla, erede della bellezza e delle mirabili virtù della madre, alla morte di lei comincia a essere perseguitata dal padre che, tormentato dal lutto e dai baroni che lo istigano a prendere moglie, cova desideri incestuosi verso la figlia. Quest’ultima, temendo di subire violenza, finge di cedere alle lusinghe del padre a condizione di un permesso speciale del Papa. La richiesta le consente quindi di ottenere il tempo necessario a chiedere aiuto allo zio, il duca di Lancaster, che, impietosito, acconsente a ospitarla. Una volta rientrato il re a Londra, la fanciulla è tuttavia costretta ad andarsene e a continuare la fuga verso Vienne presso un celebre monastero frequentato dal delfino di Francia che è solito recarvisi in compagnia del fratello della badessa. Il cavaliere, che si invaghisce tanto follemente della figlia del re d’Inghilterra da ammalarsi, chiede aiuto alla sorella che non riesce però a persuadere la giovane a concedersi al giovane cavaliere. Preoccupato per le condizioni dell’amico, il delfino si reca al monastero finendo per innamorarsi anch’egli della ragazza, la quale, dopo varie richieste, pur preferendo lo stato monacale, decide di accettare la proposta di matrimonio. Le nozze procedono per il meglio fino all’intervento della regina madre la quale, non approvando il connubio, tenta dapprima invano di avvelenare la fanciulla per poi, in seconda battuta, tentarne l'omicidio falsificando la firma di alcune lettere recapitate a nome del figlio, ormai divenuto re. Stupefatti, i baroni disobbediscono agli ordini delle lettere e aiutano in segreto la ragazza che, dopo aver partorito il primo erede del trono, trova rifugio a Roma. Qui, trascorso un periodo in monastero, la giovane viene ammessa a corte e, grazie alle sue eccezionali virtù, diventa la nutrice dell’Imperatrice. Nel frattempo il re di Francia, dopo essere rientrato a corte e avere scoperto gli inganni della madre, fa uccidere la propria genitrice. Per riporre rimedio al matricidio, il re chiede l’assoluzione al pontefice. Recatosi quindi a Roma assieme all’imperatore, il re incontra a sua insaputa durante un convito suo figlio di cui chiede la custodia all’imperatore. Prima di concedergliela, l’imperatore chiede l’intercessione della madre che, svelando a tutti le sue origini nascoste, riesce finalmente a congiungersi col suo legittimo sposo. Di ritorno in Francia, i due sovrani incontrano a Marsiglia il duca di Lancaster venuto ad annunciare alla fanciulla, ormai regina anche d’Inghilterra, la morte del padre. L’incoronazione ufficiale è occasione di opulenti festeggiamenti a seguito dei quali nasce il secondogenito. Il sovrano dispone così che i regni siano spartiti tra i due eredi affidando il regno di Francia al figlio maggiore e quello di Inghilterra al minore e imponendo che durante il giorno di Pasqua il re di Francia sia ospitato dal fratello suo suddito. Morto il re, un'occasione di mancato ossequi alla tradizione istituita per la festività pasquale dà origine al conflitto tra Francia e Inghilterra.
Personaggi principali
Edoardus (re), marito, malato, moglie, padre, zio-zia, re-regina, madre, figlio, balia, cavaliere, duca, imperatore, innamorato, fratello
Ambientazione
Londra (corte), Parigi (corte), Roma (corte), Vienne (convento), Roma (convento), Marsiglia (città), Inghilterra (nazione), Francia (nazione)
Datazione dell'ambientazione
1337 ca.
Generi
aneddoto storico, fiaba
Prologo
Durante un convito serale fra letterati, i commensali ragionano sui motivi del lungo conflitto tra Francia e Inghilterra fino a chiedere al narratore se sia a conoscenza di qualche testo o storia a riguardo. Prima di iniziare la trascrizione del racconto, il narratore spiega di aver preferito il volgare al latino per garantire maggiore comprensibilità a un pubblico il più possibile ampio.
Epilogo
Il narratore sottolinea sia la necessità di portare deferenza ai principi che hanno la possibilità di innescare conflitti senza solide motivazioni sia il vantaggio di avere molti buoni consiglieri e un principe cattivo piuttosto che molti buoni principi e un cattivo consigliere.
Struttura
proemio
Autore: Bartolomeo Facio
DBI: Viti P., "Facio, Bartolomeo", vol. 44 (1994)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1444 - 1448
Luogo di produzione: La Spezia
Lingua: latinoTemi:
conflitti tra nazioni, impoverimento, premio, cattiva fortuna, malattia, morte naturale, guerra, lussuria, astuzia, retorica, virtù, coraggio, ingegno, onore, pudicizia, saggezza, relazione gerarchica badesse/monache, relazione gerarchica re/suddito, amicizia, relazione genitori/figli, eros, fedeltà in amore, matrimonio segreto
A cura di: Elena Niccolai