Novella di Fazio orafo

Novella appartenente a: Le Cene - Cene I 5

Rubrica

Guglielmo Grimaldi una notte, ferito, corre in casa Fazio orafo, e quivi si muore: al quale Fazio maliziosamente ruba una grossa somma di ducati, e, sotterratolo segretamente, finge, perch’egli era anche alchimista, d’aver fatto ariento, e vassene con esso in Francia; e fatto sembiante d’averlo venduto, in Pisa ricchissimo torna. Poi per gelosia della moglie accusato, perde la vita, ed ella doppo ammazza i figliuoli e se stessa.

Incipit

Leggesi nelle storie pisane come anticamente venne ad abitare in Pisa Guglielmo Grimaldi, confinato da Genova per le parti: il quale, giovine ancora di ventidue anni, con non molti danari, tolto una cadetta a ppigione e sottilmente vivendo, cominciò a prestare a usura.

Explicit

Quivi alcuni amici e parenti di Fazio e della Pippa, con licenza della Giustizia, il marito e la moglie fecero mettere in una bara; e perché essi erano morti disperati, non in luogo sagro, ma lungo le mura gli mandarono a seppellire; ma i due fratellini, con dolore inestimabile di tutti i pisani, in Santa Caterina sotterrati furono.

 

Narratore

Leandro

Trama

Guglielmo Grimaldi genovese si trasferisce a Pisa, dove diviene usuraio. Con il tempo accumula una grande ricchezza, grazia alla sua parsimonia, ma si guadagna anche l’ostilità dei pisani. Una sera di maltempo, dopo una cena, viene aggredito per strada e cerca rifugio in una casa in cui vede la luce accesa. Il padrone di casa, l’orafo Fazio, vi si trova solo; chiede aiuto, ma la strada è deserta per il cattivo tempo. Guglielmo muore; Fazio gli prende una chiave che porta indosso e con quella va a casa di lui, portandosi via molto denaro. Poi per timore di essere accusato della sua morte ne seppellisce il corpo. Dopo qualche tempo, dato che non si hanno più notizie di Guglielmo, la Corte ne fa aprire la casa, trovandovi molti beni e appropriandosene. Fazio a questo punto annuncia che con i suoi esperimenti di alchimia è riuscito a creare dell’argento e intende partire per la Francia per venderlo. I familiari cercano di dissuaderlo, in particolar modo la moglie; per tranquillizzarla Fazio gli rivela la verità. In Francia egli porta con sé il denaro sottratto a Guglielmo e di fa dare delle lettere di cambio, cosicché al ritorno racconta di avere venduto con grande guadagno il suo argento. La famiglia è diventata ricca e compra varie proprietà; la moglie prende in casa una vecchia e sua figlia per aiutarla nei servizi domestici. Fazio però si innamora della giovane e intrattiene una relazione con lei che viene scoperta dalla moglie. La donna è in collera con il marito, il quale lascia la casa e si trasferisce in una villa con l’amante. La moglie allora per vendetta denuncia alla giustizia il marito, spiegando l’origine della sua fortuna. Quando si trova il corpo di Guglielmo, Fazio viene arrestato, torturato e giustiziato. Le sue proprietà vengono confiscate; la moglie allora si rende conto del suo errore e si reca in piazza, sul corpo del marito morto, insieme con i suoi figli; simulando di piangere sul corpo di lui, uccide prima i figli e poi se stessa. La novella si chiude con una considerazione sulla gravità di questa tragedia, paragonabile alle celebri sventure delle antiche città.

Personaggi principali

Guglielmo Grimaldi (usuraio), Fazio (orafo), Pippa o Pippia (moglie), Maddalena (amante), giudice

Ambientazione

Pisa (città), casa, bottega, Francia (nazione)

Datazione dell'ambientazione

Passato prossimo

Generi

novella tragica

Prologo

Prologo Tutti lodano la novella appena narrata. Leandro, a cui tocca di raccontare, afferma che forse a causa del nome che gli è stato dato, che riconduce a una storia tragica, è suo destino raccontare casi drammatici. Riferirà dunque una vicenda non della antichità e nemmeno di personaggi di stirpe reale, ma nondimeno disperatamente tragica, per colpa di una donna.

Autore: Antonfrancesco Grazzini Lasca

DBI: Pignatti F., "Grazzini, Antonfrancesco", vol. 59 (2002)

Periodo di composizione/ data di pubblicazione:

Luogo di produzione: Firenze

Lingua: volgare

Temi:

giustizia, punizione, buona fortuna, cattiva fortuna, morte naturale, viaggio, gelosia, destrezza, infedeltà in amore, matrimonio

A cura di: Sandra Carapezza