La novella di Scopone
Novella appartenente a: Novelle - Novelle dello Pseudo Gentile Sermini 3
Rubrica
Bartolomeo Buonsignori fece d’uno rustico Scopone tornare in un salcio arendevole.
Incipit
Era fra gli altri, nella magnifica ciptà di Siena, uno gentil giovano di casa Buonsignori che Bartholomeo avea nome, savio, ricco, cortese et costumato et amato da ciascheduno; et essendo d’età di vinticimque anni rimaso senza padre, dilectandosi molto di cacciare, ucellare et pescare, essendo suo Monte Antico luogo molto adattato al mistiero ch’e’ si dilectava, ine partendosi da Siena et in quel luogo tenendo honorata vita, con cavagli, famegli, cani, ucelli et reti di tucte le ragioni, buon tempo si dava.
Explicit
Et benché più altre cose assai dire si potessero, le quali, per non troppo longo dire, ho deliberato tacere.
Narratore
Pseudo Gentile Sermini
Trama
La novella racconta della trasformazione, o ‘snaturamento’, di uno zotico detto Scopone che diviene, una volta degno di essere appellato col suo vero nome ‘Neri’, un cittadino chiamato Salcione. Scopone è inizialmente un fittavolo riottoso e approfittatore di Bartolomeo Bonsignori, gentiluomo senese, a cui non risparmia nessuno smacco fino a che, approfittandosi della sua gentilezza, decide di vendere del pesce ad un prezzo spropositato ai frequentatori del Bagno di Petriolo. Il tentativo di truffa finisce tuttavia con il fallimento di Scopone, che viene umiliato, motteggiato e malmenato duramente dai giovani. Scopone, inoltre, non sa che quella sera ha tentato di truffare proprio gli stessi ospiti per l'accoglienza dei quali Bonsignori lo aveva originariamente esortato a fornirgli del pesce, che riveleranno la vicenda all'ignaro padrone di casa. Bonsignori spera invano che Scopone si scusi ammettendo il fatto, ma Scopone inventa che i segni di percosse che reca siano dovuti alla caduta da un noce. Punito da Bonsignori, che gli palesa con l'aiuto dei suoi ospiti di sapere come sono davvero andate le cose, e ridotto in povertà, Scopone si ravvede e decide di cambiare la propria natura, tanto da ammettere la propria colpevolezza e dichiarare sinceramente di voler mutare animo e non essere più ostile al volere del signore. Bonsignori lo accoglie infine benevolmente, ribattezzandolo Salcione in virtù del suo nuovo proposito di piegarsi alle sue richieste come un salice.
Personaggi principali
Bartolomeo Bonsignori (signore), Neri, "Scopone" (servitore), de' Malavolti (gentiluomo), moglie, giovane, Ugo Malescotti (nobile), Salcione (servitore)
Ambientazione
Siena (città), Monte Antico (monte), Petriuolo (bagni), Farma (fiume), campagna
Datazione dell'ambientazione
Passato prossimo
Generi
novella a lieto fine
Epilogo
L’autore consiglia ai signori di non trattare con troppa gentilezza i villani e di tenere sempre a mente la subalternità d’animo dei villani rispetto ai cittadini.
Autore: Pseudo Gentile Sermini
DBI: Marchi M., "Sermini, Gentile", vol. 92 (2018)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1409 ca. - 1447 ca.
Luogo di produzione: Siena
Lingua: volgareTemi:
conflitti città/campagna, furto, beffa, conflitto fisico, conflitto fisico collettivo, conflitto verbale, vendetta, arricchimento, impoverimento, formazione, egoismo, avarizia, superbia, gratitudine, saggezza, relazione gerarchica signore/sottoposto, com(p)are, ingratitudine in amicizia, amicizia maschile, ingratitudine all'interno di rapporti di parentela
A cura di: Elena Niccolai