Novella di Flamminio
Novella appartenente a: Le piacevoli notti, libro primo - Piacevoli notti primo libro IV 5
Rubrica
Flamminio Veraldo si parte da Ostia e va cercando la morte, e non la trovando, nella vita s'incontra, la qual gli fa vedere la paura e provare la morte.
Incipit
Sono molti che con ogni loro studio e diligenza attentamente vanno cercando alcune cose, le quai, dopo che trovate le hanno, non vorrebbeno averle trovate, anzi, si come il demonio l'acqua santa, le fuggono a piú potere.
Explicit
Il giovane vedendosi ridotto nel pristino suo stato, de' suoi panni si rivestí, e avendo veduto la paura e per isperienza provato quanto brutta e paventosa era la morte, senza altro commiato prendere dalla vecchiarella, per la piú breve e ispedita via ch'egli seppe e puoté ad Ostia se ne ritornò, cercando per lo innanzi la vita e fuggendo la morte, dandosi a miglior studi di quello che per lo a dietro fatto aveva.
Narratore
Lionora
Trama
Flamminio vuole incontrare la morte, di cui tutti parlano. Parte; incontra un calzolaio, un contadino, un sarto, ma nessuno sa dirgli dov'è la morte. Arriva da un eremita che gli dice di andare avanti. Alla fine trova una vecchia con tante ampolle. La vecchia dice di essere la vita. Flammino le chiede di vedere la morte. La vecchia gli taglia la testa, poi con i suoi unguenti magici lo riporta in vita, ma con il capo al contrario.
Personaggi principali
Flamminio Veraldo (giovane), contadino, eremita, calzolaio-ciabattino, sarto, vita
Ambientazione
Ostia (città), strada, calzolaio (bottega), bosco, città, deserto
Datazione dell'ambientazione
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Generi
racconto morale
Prologo
"La Signora ordinò che ognuno tacesse, e voltato il viso verso Lionora a cui l'ultimo ragionamento della presente notte toccava, le impoose che donnescamente alla sua favola desse cominciamento, la quale vezzosamente così incominciò".
Epilogo
Lionora propone l'enigma:
Per un superbo e spazioso prato
di verde erbette e vaghi fiori adorno
passan tre ninfe per divino fato,
né si ferman giamai notte né giorno.
L'una la rocca tien dal manco lato,
l'altro col fuso a' piedi fa soggiorno,
la terza con il brando sta da sezzo
e spesso il debil fil tronca nel mezzo.
Tutti intendono l'enigma: sono le tre parche. Si avvicina l'aurora, la Signora ordina alla compagnia di tornare a casa.
Sezioni poetiche
| Forma incipit | Metrica | Note |
|---|---|---|
| Per un superbo e spazioso prato | ottava | ABABABCC |
Autore: Giovan Francesco Straparola da Caravaggio
DBI: Pirovano D., "Straparola, Giovanni Francesco", vol. 94 (2019)
Periodo di composizione/ data di pubblicazione: 1551
Luogo di produzione: Venezia
Lingua: volgareTemi:
formazione, punizione, magia, curiosità, follia
A cura di: Sandra Carapezza