Familie Carrariensis natio

Spicciolata - Novella spicciolata di Giovanni Conversini

Dedicatario

Rodolfo da Carrara Francesco da Carrara
DBI: Kohl B. G., “Carrara, Francesco da, il Vecchio”, vol. 20 (1977)

    Rubrica

    Familie Carrariensis natio edita per Iohannem de Ravena Seniori Francischo

    Incipit

    MVlti generisque multifarij ac fortune mortales miles insignis in maiorum tuorum im primis que Magnifici parentis tui ede famulati sua quisque pro sorcione obsequium armis negociis operis officiis que diversis prebuere

    Explicit

    Quales igitur quanti que gestorum claritate gemini euaserint prosapie succedentis insinuat amplitudo uirtutis et glorie.

    Manoscritti

    • SLUB, Dresd. F. 65. a, cc. 52r-58v
    • BMV, Marc. Lat. XIV. 288, cc. 110r-115v
    • BAM, E. 38. sup., cc. 68r-77r
    • BAM, S. 93. sup., cc. 124r-132v
    • BNF, Lat. 6494, cc. 101v-108v
    • BP, 408, cc. 22r-29r
    • BP, 802. III, cc. 25r-35r
    • BAP, 567, cc. 1r-26v
    • BP, 897
    • BP, 928. I
    • FQSV, Cl. IX. 11. Veneto, cc. 6r-10v

    Bibliografia

    Edizioni di riferimento
    • Giovanni Conversini di Ravenna, L'origine della famiglia di Carrara e il racconto del suo primo impiego a corte, a cura di Libia Cortese, Dino Cortese, Padova, Centro Studi Antoniani, 1984.
    Bibliografia critica
    • Remigio Sabbadini, Giovanni da Ravenna insigne figura d’umanista (1343-1408). Da documenti inediti, Como, Ostinelli, 1924.
    • Robert Weiss, Il Codice Oxoniense e altri codici delle opere di Giovanni da Ravenna, in «Giornale Storico della Letteratura Italiana», CXXV, 1948, pp. 133-136.
    • Benjamin G. Kohl, The works of Giovanni di Conversino da Ravenna. A catalogue of manuscripts and editions, in «Traditio», XXXI, 1975, pp. 349-357.
    • Gian Maria Varanini, Propaganda dei regimi signorili: le esperienze venete del Trecento, in Le forme della propaganda politica nel Due e Trecento. Convegno internazionale, Trieste, 2-5 marzo 1993, Roma, École française de Rome, 1994, pp. 311-343.
      Contributori: Paolo Cammarosano (curatore)
    • Letizia Leoncini, La novella a corte: Giovanni Conversini da Ravenna, in Favole parabole istorie. Le forme della scrittura novellistica dal Medioevo al Rinascimento. Atti del Convegno (Pisa, 26-28 ottobre 1998), Roma, Salerno, 2000, pp. 189-222.
      Contributori: Gabriella Albanese (curatore), Lucia Battaglia Ricci (curatore), Rossella Bessi (curatore)
    • Gabriella Albanese, Rossella Bessi, All’origine della guerra dei cento anni. Una novella latina di Bartolomeo Facio e il volgarizzamento di Iacopo di Poggio Bracciolini, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2000.
    • Gabriella Albanese, Da Petrarca a Piccolomini: codificazione della novella umanistica, in Favole parabole istorie. Le forme della scrittura novellistica dal Medioevo al Rinascimento. Atti del Convegno di Pisa 26-28 ottobre 1998, Roma, Salerno, 2000, pp. 257-308.
      Contributori: Gabriella Albanese (curatore), Lucia Battaglia Ricci (curatore), Rossella Bessi (curatore)
    • Adriano Papo, Giovanni da Ravenna, umanista, pedagogo, notaio, in «Studia Historica Adriatica ac Danubiana», II, 2, 2009, pp. 9-49.
    • Daniela Pietragalla, Conversini, Giovanni (Buda [oggi Budapest, Ungheria], 1343 - Venezia, 1408), "Violate pudicitie narratio"; "Dolosi astus narratio"; "Familie Carrariensis natio"; "Liber memorandarum rerum" (Altri titoli: "Historia Elysie"), in TLIon, 2010.
      Luogo: http://80.211.11.62/index.php?op=fetch&type=opera&lang=en&id=148&ob=title&startchar=v
    • Luciano Gargan, Un nuovo profilo di Giovanni Conversini da Ravenna, in Dante e la sua eredità a Ravenna nel Trecento, Ravenna, Longo, 2015, pp. 177-233.
      Contributori: Marco Petoletti (curatore)
    • David Marsh, Shorter Prose Fiction, in A Guide to Neo-Latin Literature, Cambridge, Cambridge University Press, 2017, pp. 308-321.
      Contributori: Victoria Moul (curatore)

     

    Narratore

    Giovanni Conversini

    Trama

    Landolfo di Narbona, della famiglia dei Rossiglione, è cresciuto alla corte imperiale dove è stimato per le sue doti. Si innamora di Elisabetta, la figlia dell’imperatore, ed è da lei ricambiato: i due si scambiano segretamente una promessa d’amore e decidono di fuggire insieme con parte delle ricchezze del tesoro. Si stabiliscono in un bosco nei pressi di Monselice, nascondendo le loro nobili identità e vivendo appartati. Dalla coppia nascono due bambini, Milone e Rodolfo. Qualche anno dopo, l’imperatore intraprende un viaggio in Italia, ora sotto il suo dominio, e fa sosta a Monselice. Landolfo, venutolo a sapere, cerca di nascondersi il più possibile nel bosco, ma qui ha una visione in sogno: trasportato al cielo su un carro di fuoco, riceve dal mitico Vitelimo, principe degli Euganei, una profezia di gloria per sé stesso e per la sua stirpe; perdonato dal suocero, gli spetterà il dominio di queste terre e i suoi discendenti, sotto l’insegna del Carro (in memoria di quello che ora l’ha portato al cielo), domineranno Padova e la loro signoria sarà fiorente. Frattanto, il maggiordomo imperiale Corrado raggiunge casualmente la casa di Landolfo ed Elisabetta mentre è a caccia nel bosco: qui, resta ammirato dai loro due bambini, di evidente nobile lignaggio. Elisabetta lo riconosce e confessa a Corrado la sua identità, chiedendogli di intercedere per il loro perdono presso il padre. Corrado convince l’imperatore a incontrare i due prodigiosi bambini: colpito dalla loro bellezza e dalla loro virtù, l’imperatore esprime il desiderio di avere una simile prole. Corrado coglie l’occasione per rivelargli che si tratta proprio dei suoi nipoti e che potrà godere della loro vicinanza se solo perdonerà i loro genitori. Dopo una lunga esortazione al perdono e all’amore da parte del maggiordomo, Landolfo ed Elisabetta vengono accolti dall’imperatore e implorano il suo perdono; l’uomo è combattuto, ma l’amore per i nipoti lo convince a perdonare la figlia e il genero. I due vengono vestiti regalmente e tornano alla reggia imperiale; la notizia si sparge e per giorni si festeggia il loro ritrovamento. Milone e Rodolfo vengono nominati conti dell’Impero e la regione boschiva in cui i due amanti avevano trovato riparo viene rivendicata come loro proprietà e posta in perpetuo sotto la loro giurisdizione. La famiglia resterà a vivere in questa terra, futura sede di Padova: Landolfo dà inizio alla fondazione del castello e dà prova di grande magnificenza. Si prospetta la fortuna della sua discendenza, che arriverà a Giacomo I da Carrara detto il Grande, primo principe dei Carraresi.

    Personaggi principali

    Landolfo di Narbona (di Rossiglione) (cortigiano), Elisabetta, figlia dell'Imperatore (nobile), imperatore, Corrado (servitore), Milone (bambino), Rodolfo (bambino)

    Ambientazione

    Germania (Impero) (nazione), corte, euganea (regione), Monselice (città), bosco, casa, castello, Padova (città), Venezia (città)

    Datazione dell'ambientazione

    Epoca medievale

    Generi

    novella a lieto fine, novella erotica

    Prologo

    La casata dei da Carrara è celebre per il suo valore e la sua magnificenza, ma non ci sono opere scritte che ne documentino l'origine: per questo, l'autore si dedica alla scrittura di questa storia, che ha ricostruito grazie alle testimonianze dei più anziani abitanti del territorio padovano.

    Epilogo

    Tutti i discendenti della famiglia da Carrara hanno manifestato le stesse virtù dei loro progenitori di cui si è narrato e tuttora vivono con gloria.

    Struttura

    La novella è preceduta da una lettera dedicatoria a Rodolfo da Carrara, figlio naturale di Francesco I da Carrara, detto il Vecchio (morto nel 1393), introdotta dalla rubrica "Egregio militi Rodulpho de Carraria Senioris Francisci nato", in cui l'autore ricorda il suo servizio presso il padre di Rodolfo, l'alta reputazione raggiunta alla corte di Padova e la stima e l'amicizia che il suo signore Francesco il Vecchio aveva per lui; l'autore rivendica inoltre il valore del servizio da lui reso al suo signore in quanto scrittore, che ha dato risalto al suo nome: in virtù dell'amore per le lettere nutrito dal figlio di Francesco, Rodolfo, è a lui che l'autore vuole inviare ora la riscrittura di un abbozzo rinvenuto fra le sue carte ("inter cartulas papiricium") contenente la narrazione delle origini della famiglia da Carrara, fondata su accurate ricerche e numerose testimonianze; infine, l'autore afferma di non voler inviare questo dono in cerca di compensi e favori, ma per l'amore che lo lega da anni alla famiglia da Carrara. Segue la narrazione, preceduta dalla seconda rubrica "Familie Carrariensis natio edita per Iohannem de Ravena Seniori Francischo".